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Commissione 06 - Finanze - Documenti generici
1 luglio 2010

Manovra economica

Pd: Sei problemi da affrontare

Conferenza stampa con Bersani, Finocchiaro e Giaretta

Un'Italia che cresce troppo poco. Nei 10 anni antecedenti la crisi, il PIL italiano è cresciuto di 15 punti rispetto ad una media europea di 25. Negli ultimi due anni il PIL è arretrato ai valori di dieci anni fa.
Un'Italia che perde produttività. Nel periodo 1995-2008 solo l'11% della crescita è dovuto ad incrementi di produttività, rispetto al 65% della Germania o al 52% della Francia.
Un'Italia che arretra nella competitività. La classifica del World Economic Forum vede l'Italia arretrare al 48esimo posto. In particolare negli ultimi 15 anni, nei 7 anni di Governi di centrosinistra l'Italia aveva guadagnato 12 posti lasciando l'Italia al 26esimo posto, negli 8 anni dei Governi Berlusconi l'Italia ha perso 21 posizioni.
Un'Italia in cui aumentano le disuguaglianze. Nella classifica OCSE, l'Italia è il secondo Paese europeo sia come ampiezza della disuguaglianza che nella distribuzione della ricchezza, e il primo per immobilismo sociale.
Un'Italia che esclude. In particolare la partecipazione delle donne alle forze lavoro è tra i più bassi in Europa e sono drammatici i dati sulla condizione giovanile: il 79% dei posti di lavoro persi nell'ultimo periodo riguardano giovani tra i 18 e i 29 anni. La disoccupazione giovanile è al 29,5%, 2.000.000 di giovani non lavorano, non cercano lavoro non studiano.
Un'Italia di nuovo con i conti in disordine. Il debito sul PIL è tornato ai valori degli anni '90 (115,8%) con una crescita di 12 punti in due anni,il saldo primario è negativo per la prima volta dopo 18 anni, la spesa pubblica continua a crescere molto più del PIL.

La manovra è inadeguata perché non stimola la crescita, attraverso coraggiose riforme strutturali, anzi la manovra ha un effetto depressivo di mezzo punto di PIL. La correzione dei saldi appare di difficile raggiungimento, per l'aleatorietà di parte delle entrate e dei tagli.

LE SOLUZIONI DEL PD: 3 LINEE DI INTERVENTO

1) Un Fisco che premi chi paga: almeno un euro su due derivante dalla lotta alla evasione fiscale sia destinato ai contribuenti leali. Altrimenti vi sarebbe un ulteriore aumento di almeno mezzo punto di pressione fiscale, già ai livelli massimi dal dopoguerra.
Per le famiglie subito almeno uno di questi interventi:
Dote fiscale pari a 2500 euro anni per ogni figlio, fino al 18esimo anno di età;
Detrazione aggiuntiva di 500 euro per ogni figlio per le donne che lavorano;
Raddoppio della soglia di detraibilità spese per figli a carico, incremento delle detrazioni, detrazione per badanti, asili nido, baby sitter.
Per le imprese:
Eliminazione per le piccole imprese e i professionisti dalla base imponibile IRAP delle spese per il personale dipendente.
Per l'equità fiscale:
Spostare il peso dalle persone e le imprese alle rendite. Perciò:
Innalzamento della aliquota sulle rendite finanziare (esclusi i titolo di stato) al 20%, in linea con la media europea; sovrattassa del 3% sui capitali scudati
2) In attesa del federalismo che verrà, riportare l'equilibrio tra centro e periferia: una manovra che richiede al sistema delle autonomie un prelievo di 14,8 miliardi e ai ministeri solo 3,4 miliardi non può essere accettata.
Perciò:
dimezzare l'onere su Regioni, Province e Comuni ricavando le risorse da una più incisiva riduzione della spesa dello Stato centrale attraverso:
fissazione del target per l'intero Bilancio dello Stato non consentendo comunque un incremento di spesa superiore al 50% dell'incremento del PIL; unificazione INPS-INPDAP; riorganizzazione e razionalizzazione rete periferica Ministeri; reintroduzione delle norme per la valutazione della PA e per premiare il merito; introduzione ricetta telematica per ridurre spesa farmaceutica; drastica riduzione di auto blu e voli di stato.
3) Per far crescere il Paese: Piano nazionale per incrementare la partecipazione al lavoro dei giovani e delle donne; sviluppo banda larga e asta frequenze; liberalizzazioni in particolare nell'area carburanti, gas, farmaci, banche, assicurazioni; semplificare la vita delle imprese; green economy (certificati verdi e detrazioni 55% per risparmio energetico edifici).
Mezzogiorno: ricerca, crediti d'imposta.
Difendere la Scuola come risorsa strategica per lo sviluppo.
Allentamento patto di stabilità dei comuni per avviare ciclo lavori pubblici.


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