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Principale - Intervista
13 marzo 2013

crisi - intervento - Oggi

Zavoli: Paese di serie B! Lo dice l'agenzia Fitch: ha ragione?

Il verdetto negativo è arrivato per la crisi e per l'incertezza politica. L'Europa non l'ha enfatizzato, ma l'Italia deve uscire dallo stallo

L'atteggiamento della Fitch, la terza agenzia di rating, ci riporta per ora solo psicologicamente alla fase più acuta della crisi, quando l`Italia, gravata da oltre 2 mila miliardi di debito pubblico, si vide al centro di un allarme ben più inquietante di quello d`oggi, ridotto dalle severe e responsabili manovre inflitte al Paese dal governo Monti. Le recenti elezioni, che avrebbero dovuto garantire un livello di stabilità politica tale da incrementare la risalita chiesta dai "mercati" - e più in generale pretesa dal sistema in cui si riconoscono e alleano i grandi interessi economico-finanziari dell`Occidente - hanno invece prodotto il timore di essere ricondotti alle soglie del disastro cui non fu del tutto estraneo il cosiddetto "caso italiano", fortemente indiziato di contaminare «i conti dei Paesi in regola», cioè più previdenti e virtuosi del nostro. Fitch, allineandosi alle due sorelle Standard & Poor`s e Moody`s, si giustifica rilevando che l`Italia asta vivendo una delle recessioni più profonde in Europa», e non sarebbe certo facile debellarla in un Paese che stentasse a mettere insieme un governo che governi.
Qualche temerario analista ha addirittura azzardato l`ipotesi che ai mercati torni utile incentivare un timore, d`altronde non peregrino, sebbene finora non traspaia un fondato sospetto, che sull`Italia vadano addensandosi tendenze speculative. Anche la politica europea, in verità, non ha enfatizzato, men che meno strumentalizzandola, l`iniziativa di Fitch, limitandosi a esortare l`Italia perché assuma «misure rapide e responsabili». L'allarme, va da sé, ha motivo di perdurare soprattutto in casa nostra, dove solo una indilazionabile tutela dell`interesse nazionale - richiamata, più volte, dal capo dello Stato - dovrà percorrere i tentativi possibili prima di cedere all`idea del ritorno al voto. Napolitano ha ampiamente dimostrato di saper percepire come il massimo dei pericoli stia nella mancata percezione del pericolo. E, siamone certi, non verrà meno la sua risoluta dedizione. Del resto, quando risultasse palese l`impossibilità di risolvere l`impasse, ci troveremmo di fronte all`ostacolo più arduo incontrato dalla nostra democrazia repubblicana. E allora, sì, resterebbero
solo le urne.




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