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Principale - Intervista
23 febbraio 2013

Elezioni - intervista - l'Unità Toscana

Chiti: "Dobbiano vincere al Senato, il voto a Ingroia è perso"

Vannino Chiti tornerà in Senato. Il vicepresidente uscente di palazzo Madama è stato infatti inserito al terzo posto nella lista dei candidati del Partito Democratico in Piemonte, che ha girato in lungo e in largo in questa campagna elettorale. L`ex presidente della Regione Toscana fa il punto sul quadro politico emerso in queste settimane di appuntamenti e incontri, all`Unità racconta le sue aspettative sull`esito delle urne, non risparmia critiche al Pdl e soci, parla del ruolo che potrebbe avere Monti con la sua lista civica negli equilibri parlamentari e dell`importanza del feeling ritrovato nel Pd fra Bersani e
Renzi, dopo le primarie per la premiership. Insomma di carne al fuoco ce n`è tanta.
Presidente è pronto a scommettere sulla vittoria del centro sinistra?
«Avendo fiducia nei cittadini e pensando che, come accade in ogni Paese, il Pdl e la Lega Nord, nonostante un`ampia
maggioranza presa nel 2008, hanno fallito, e siccome il Pd e centro sinistra sono la coalizione alternativa di governo, sì, scommetto che ci sarà una nostra vittoria».
Anche al Senato?
«Bisogna vincere, perché questa legge elettorale, che Pdl e Lega non hanno voluto cambiare, reca molte insidie anche
al Senato poiché la maggioranza si costruisce regione, per regione. Quindi si potrebbe vincere in 18 regioni, ma
se per un soffio potrebbero esserci dei risultati diversi in Lombardia e Sicilia, potrebbero nascere dei problemi. La situazione dell`Italia oggi è più grave di quella del 2006 e per venirne fuori bisogna che ci siano maggioranze stabili, sia alla Camera, che al Senato. Allora penso che quando si andrà a votare, soprattutto nelle regioni a rischio, uno prima di votare al Senato per Ingroia,
Di Pietro, Diliberto e Ferrero strettamente uniti, ci penserà due volte e se vuole mandare la destra all`opposizione voterà per il Pd. Noi chiediamo, che
di fronte ai problemi veri del Paese si dia fiducia vera al centro sinistra e si premi la governabilità e non l`ingovernabilità e gli tsunami grillini».
Voi siete pronti?
«La situazione dell`Italia è seria, abbiamo messo in sicurezza l`emergenza finanziaria in cui l`aveva precipitata Berlusconi. Ora però bisogna mettere al
primo punto lo sviluppo, il lavoro è il primo problema del Paese, c`è bisogno di giustizia ed equità, questo lo può dare soltanto un governo stabile di centro sinistra. Una vittoria del Pd e dei suoi alleati potrà contribuire a cambiare le politiche europee, affinché anche in Europa diventino prioritarie le politiche sul lavoro, lo sviluppo sostenibile, la sanità e l`istruzione, noi siamo in grado
di farlo. Mi pare molto efficace la frase di Bersani: abbiamo bisogno del 51% e poi ci muoveremo come se avessimo il 49% cercando i confronti e le convergenze
possibili in Parlamento».
Anche con Monti?
«Le convergenze possibili in Parlamento vanno ricercate con tutti. Se saranno più ampie e più forti lo verificheremo, ma non solo con Monti, vedremo nel merito delle proposte cosa esprimerà».
E con i grillini?
«Nel Movimento 5 Stelle bisogna distinguere fra l`impostazione che questo movimento ha ad opera di Grillo, che è un impostazione autoritaria e di contrapposizione
con tutti, il suo tsunami mette a rischio la democrazia rappresentativa, con quello che invece sarà il comportamento dei parlamentari. Nel disegno parlamentare non ci devono essere pregiudiziali nei confronti di
nessuno. Se quando affronteremo i temi delle riforme istituzionali, dei costi
della politica, delle indennità dei parlamentari
da equiparare a quelle dei sindaci delle grandi città, ci sarà una convergenza, ben venga».
Bersani e Renzi insieme in questa campagna elettorale. Le scorie delle primarie, sembrano superate.
«Se ci fossero state ancora divisioni, se chi aveva perso si fosse messo sulla riva del fiume aspettando cosa sarebbe successo, sarebbero state vanificate le stesse primarie. Ora tutti quanti dobbiamo essere impegnati fino alla chiusura dei seggi a convincere le persone ad andare a votare il Pd. Se noi mettiamo in campo tutta quella passione, quell`impegno e partecipazione che abbiamo visto durante le primarie, è la via per ottenere una grande vittoria. Serve solo un ultimo sforzo».



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