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Principale - Intervista
19 febbraio 2013

attualità politica - intervento - Europa

Follini: L'anomalia della protesta e la misura della politica

Fa parte della nostra anomalia, o almeno dei nostri problemi, íl fatto che da noi la protesta, prima o poi, divori se stessa e magari si rovesci nel suo contrario. La Lega che in vent`anni pa,ssa dal cappio ai diamanti ne è un buon esempio. Grillo, chissà, un domani potrebbe essere il prossimo. Molte delle nostre "rivoluzioni" hanno dentro la pancia il singolare destino di riprodurre e ingigantire i difetti che si proponevano di sradicare. Se vogliamo, è un problema tipico delle democrazie contemporanee. Lo dice bene, nel suo ultimo libro, l`ambasciatore Sergio Romano: «Si è formata una pericolosa discrasia tra la capacita di protestare, straordinariamente accresciuta, e i risultati della protesta. Se la quantità della protesta tende ad aumentare e tendono a diminuire invece gli strumenti con cui i governi possono dare una risposta alle richieste dei loro elettori, quali saranno domani le sorti della
democrazia?».
Con questo non voglio dire che noi siamo condannati alla conservazione. Né sottovalutare il valore civile di quell`ansia di novità e di cambiamento che è diventata ormai la colonna sonora della nostra politica. Ma se non riusciamo a dare un tratto di realismo a tutto questo, diciamo pure di onestà intellettuale, noi finiremo schiacciati sotto ìl peso dei nostri equivoci. La politica non è avventura. È alchimia. La sua virtù è la misura. E non sempre la noia è il suo vizio peggiore.



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