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Principale - Intervista
15 febbraio 2013

Elezioni - intervista di Michele Cozzi - La Gazzetta del Mezzogiorno

Latorre: Sud dimenticato da Berlusconi e Monti

"Vinceremo alla Camera e al Senato". "Indissolubile" l'alleanza con Vendola

Sen. Nicola Latorre, candidato del Pd alle politiche. A pochi giorni dal voto, sentite sul collo il fiato di Berlusconi?
«No, non lo sento e l`intervista concessa da Berlusconi alla Gazzetta certifica la totale lontananza di Berlusconi dai problemi del Sud e il carattere decisamente antimeridionale della proposta del centrodestra. Berlusconi non si preoccupa neanche di fare un bilancio
dei suoi ultimi 8 anni di governo su 10 nei quali il Mezzogiorno ha perso dieci punti di Pil e tra gli under 34, 2 meridionali su 3 non hanno lavoro, ma potrei continuare. Con lui il Sud ha raggiunto il punto più
basso della storia e il suo parlar d`altro è un insopportabile insulto. Noi abbiamo una visione opposta,
e per questo da qui arriverà una risposta forte e positiva per il centrosinistra. Non vedo insomma una rimonta del Pdl. Del resto Pdl e Lega sono in disaccordo su tutto,
persino su chi dovrebbe essere il capo del governo ma su un punto sono daccordo, quello di trattenere il 75 per cento delle tasse riscosse al nord. Cos`altro serve
per mostrare il loro disprezzo per il Sud?».
Quali sono, oggi, i più gravi problemi che affliggono il Sud?
«Innanzitutto vi è un grave disagio sociale che può sfociare in un voto di protesta e questo è preoccupante
perché è un voto senza sbocchi e peggiorerebbe la situazione. E quanto ai problemi vorrei subito sgombrare il campo da alcuni aspetti contenuti nella intervista
del presidente Monti alla Gazzetta che non mi ha convinto».
A cosa si riferisce?
«Occorre sfatare il luogo comune per cui il Sud è solo spreco . Non è così. Basti pensare che nel Mezzogiorno
negli ultimi 10 anni la spesa in conto capitale della Pubblica Amministrazione è scesa in percentuale al 31,1 mentre il 70% è concentrata nel resto d`Italia. È
questa riduzione è stata solo parzialmente recuperata dai fondi straordinari come quelli europei. E poi sulla storia che le classi dirigenti meridionali siano le peggiori
vale la pena ricordare cosa è accaduto in Lombardia o nel Lazio, solo per fare due esempi. Siamo seri. Se questo serve a giustificare l`intenzione di non investire
nel Sud è un errore grave che paga tutta l`Italia. Perché il Sud ha bisogno di una nuova stagione di investimenti pubblici, e da solo non ce la può fare. In questa campagna elettorale ne stiamo sentendo di tutti i colori
ma si sfugge alla vera grande emergenza su cui andrebbero concentrate tutte le energie: il lavoro. Quello dei tanti giovani che non lo trovano e di quelli che lo stanno
perdendo senza neanche un sistema di ammortizzatori sociali adeguato».
Ma concretamente, quali possono essere le idee-forza per il Mezzogiorno?
«Il primo punto deve essere un piano straordinario per l`occupazione giovanile. Va rivisto il patto di stabilità interno, per permettere a Comuni e Regioni che hanno i
conti in regola di pagare i debiti e investire, va affrontato il tema del rapporto tra le imprese e il sistema creditizio. Infine va riaperto il dossier della politica industriale completamente cancellata dalla
destra in questi 10 anni. E oggi dobbiamo partire da zero per affrontare emergenze come quelle dell`Ilva mentre nel resto d`Europa hanno già provveduto a una riconversione
ecologica degli apparati industriali».
A proposito di credito. Temete di dover pagare qualcosa dal punto di vista elettorale per la vicenda Montepaschi?
«Si è tentato d strumentalizzare questa vicenda contro il Pd e si è visto che non c`è alcun rapporto tra le ipotesi di reato su cui si indaga e il Pd. Semmai c`è stato un rapporto di controllo della fondazione Mps, espressione del sistema locale Siena, sulla Banca che comunque non
spiega le ipotesi di truffe che riguardano il vecchio management. Quanto ai rapporti con la politica registro che si sta indagando sui rapporti tra quel management e
l`on. Verdini che oltre a essere coordinatore del Pdl era anche il padrone del Credito Fiorentino fallito
per i tanti soldi regalati ai suoi amici senza garanzie».
Si parla di rischio pareggio al Senato. In tal caso, stringerete un accordo con Monti?
«Sono fiducioso che vinceremo sia alla Camera che al Senato. Lo abbiamo visto, a parti invertite nel
2008. Quando matura un orientamento di fondo dell`elettorato, esso si manifesta sia alla Camera,
sia al Senato. Inoltre sta crescendo la consapevolezza di non sprecare il voto e che al Senato qualunque voto non dato a Bersani è un voto per la ingovernabilità e aiuta le
destre. Non a caso solo il Pd e il centrosinistra possono garantire una prospettiva di vero cambiamento nella stabilità politica. Quindi noi non metteremo mai in
discussione la coalizione che ha vincoli indissolubili, le primarie fatte e un programma di governo. Chiunque vuole discutere con noi sappia che questo è un punto fermo,
anzi fermissimo. Non esiste insomma la questione
di una scelta tra Vendola e Monti».
A proposito di Vendola, si dice che stia subendo
una erosione a sinistra, in direzione di Grillo e
Ingroia. Questo lascerebbe scoperta l`ala sinistra
della coalizione. Siete preoccupati?

«Sono convinto che la scelta fatta da Vendola sia stata
coraggiosa e lungimirante quanto difficile. Quella cioè di portare le istanze che lui rappresenta in un progetto di governo per cambiare l`Italia. E l`ha preferita a quella che gli avrebbe forse garantito una piu comoda rendita elettorale senza alcuna possibilità di incidere e magari aiutando la destra a rivincere come potrebbe accadere se
si disperde il voto anche a sinistra. Per questo penso che alla fine questa scelta sarà capita dal suo elettorato».
Giustizia e politica. Berlusconi parla di Pm giacobini. E in Puglia c`è stata la sentenza di primo grado contro l`ex ministro Fitto. Che dice?
«Le sentenze non si commentano ma si rispettano come va rispettato lo stato d`animo e l`amarezza di chi ha subito una condanna così pesante. Nè sento di esprimermi sui tempi di emissione della sentenza anche se ho apprezzato la decisione del Tribunale di Milano di concludere il dibattimento e emettere la sentenza sul caso Ruby subito dopo le elezioni. Ma credo che sia inaccettabile parlare in questo caso di sentenza politica. Ricordo che qualche settimana fa c`è stata la sentenza di condanna su Frisullo, vicepresidente della giunta regionale dimessosi da ogni incarico, e nessuno ha parlato di sentenza politica. A noi non è neanche passato per la testa e nè
mi pare che esponenti del Pdl e Berlusconi l`abbiano ritenuta una sentenza politica. Se c`è una persona che sui problemi della giustizia non dovrebbe più aprire bocca, è proprio Berlusconi che è riuscito a imporre una serie di
leggi per salvare se stesso dai processi ma non ha mosso un dito per riformare davvero la giustizia nell`interesse del cittadino. E continua con questi attacchi alla magistratura che servono solo a alimentare una tensione che non serve alla giustizia e indebolisce la lotta all`illegalità».



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