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Commissione 02 - Giustizia - Intervista
15 febbraio 2013

corruzione - intervista di Liana Milella - la Repubblica

D'Ambrosio: "La storia si ripete, è come mani pulite"

"Berlusconi è sempre lo stesso, le mazzette sono reato"

Se chiedi a Gerardo D`Ambrosio che ne pensa di Berlusconi e delle inchieste a raffica fa una risatina sorniona: «Eh già, s`erano acchetati per paura di Mani pulite, ma la paura è passata». E Berlusconi? L`ex procuratore aggiunto
di Milano che coordinava Mani pulite, poi senatore Pd, alza le spalle: «E' dove sta la novità? E'sempre
il solito Berlusconi».
Le tangenti sono solo «commissioni estere»?
«Anche durante Mani pulite scoprimmo che molte aziende, anche di Stato, accantonavano fondi neri per pagare tangenti. In alcuni paesi stranieri può accadere di vedersi chiedere somme per ottenere un appalto. L`unicarisposta sarebbe mettere quei paesi fuori dal
mercato, perché così si vizia qualsiasi forma di concorrenza leale. Non prevale la qualità del prodotto
ma la quantità della tangente».
Il Cavaliere dice che non è reato...
«Certo che lo è, le tangenti non vanno pagate né qui, né all`estero. Le convenzioni internazionali sulla
corruzione le vietano espressamente. P un fatto grave. I nostri elicotteri sono ottimi, non si capisce perché si debba pagare, è meglio non avere a che fare con quel paese
che pretende la mazzetta».
Non è normale e necessario come dice l`ex premier?
«La tangente è anormale, va respinta da chiunque arrivi la richiesta. La convenzione del `99 è chiarissima».
Quella che l`Italia ha sottoscritto solo nel 2012 prima di votare la legge anti-corruzione?
«E grottesco, dopo simili passi parlamentari, che vengano pagate tangenti da aziende di Stato, usando denaro pubblico che viene fatto sparire dai bilanci. Va rifatta subito la legge sul falso in bilancio, punendo severamente quel reato come forma di dissuasione, rendendo anche più grave la vecchia pena».
C`è un golpe delle toghe come dice Berlusconi?
«La magistratura fa il proprio dovere, non le si può impedire di accertare illeciti se sono stati commessi,
sostenendo che questo danneggia l`economia. Semmai è
proprio il contrario, pagare le tangenti nuoce gravemente all`economia».
Vede una nuova Tangentopoli?
«Perun certo periodo l`inchiesta di Milano ha spaventato sia chi dava, sia chi riceveva le tangenti. Ma quella paura è passata. Ha prevalso il fascino di ottenere più facilmente commesse pagando tangenti».
Lei ha sempre detto che non era mai finita.
«Purtroppo l`effetto deterrenza si è spento. In un periodo di crisi, quando aggiudicarsi un appalto può significare la salvezza dell`impresa, si ricorre a ogni mezzo, anche
illegale, pur di ottenere commesse che le consentono di sopravvivere».
È la logica di Berlusconi, se non paghi sei fuori...
«Non mi stupisce che lo dica, rientra nella mentalità di fare affari a ogni costo, anche pagando tangenti il cui costo ricade sui cittadini non solo in termini di spese maggiori ma di qualità più scadente dell`opera. Un doppio danno e un modello di economia da Terzo mondo».
Che consiglio darebbe ai suoi ex colleghi?
«Sono contro la carcerazione preventiva se non è proprio necessaria. E' importante che i processi siano celebrati il più in fretta possibile, proprio perché sono d`esempio».



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