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Principale - Intervista
14 febbraio 2013

Eur spa - intervista di Fabio Rossi - Il Messaggero cronaca di Roma

Ranucci: per la guida di Eur spa subito un manager di alto livello

"La politica deve fare un passo indietro nella gestione delle aziende pubbliche"

Raffaele Ranucci, senatore Pd. Oggi è in programma il cda di Eur spa, dopo le dimissioni di Riccardo Mancini. Si attende grosse novità?
«Già alcuni mesi fa chiesi, con un`interrogazione al ministro del tesoro, se non fosse il caso di intervenire
per cambiare la governante dell`Eur: una parte pregiata della città che non può essere lasciata a chi la usa per fini strumentali».
Cosa si augura per il dopo Mancini?
«Innanzitutto non va lasciato il posto di amministratore delegato vacante, ma va inserito un manager di livello».
Ritiene che questi cambiamenti siano necessari anche nelle altre aziende partecipate dal Campidoglio?
«Serve una vera discontinuità in città. La politica deve fare un passo indietro dalla gestione delle aziende
pubbliche, affidandole a manager qualificati e fuori dai partiti. Magari scelti da società di cacciatori di teste come abbiamo fatto, per esempio, quando ero a Trambus».
Cosa è stato sbagliato, secondo lei, nella recente gestione di queste aziende?
«Si è pensato di governare Roma mettendo le mani sulle municipalizzate, che sono una ricchezza per la città ma anche, e soprattutto, i termometri della qualità della vita dei cittadini».
Un atto d`accusa verso l`amministrazione capitolina.
«Basta mettere in fila le ultime vicende di Eur, Ama, Atac. Ma anche le varie inchieste che hanno colpito
all`interno del Campidoglio, dai consiglieri comunali alle persone direttamente collegate al sindaco».
Cosa immagina, quindi, per il futuro dell`amministrazione capitolina?
«Roma deve diventare la città delle regole. Cosa che è mancata negli ultimi anni».
In concreto, partiamo proprio dalle aziende. Come si può garantire servizi ai cittadini in una situazione
di oggettiva difficoltà finanziaria?

«Innanzitutto bisogna fare in modo che le aziende acquistino efficienza. Tutti i servizi, dal trasporto
alla nettezza urbana, fino alla manutenzione delle strade, vanno messi in campo con la massima trasparenza».
Ma come si possono recuperare risorse?
«Bisogna prendere in mano i bilanci, analizzarli sul serio e trovare gli sprechi».
Faccia un esempio.
«Pensiamo all`Ara Pacis: quando si trovano 1,8 milioni di euro stanziati per abbattere il muretto laterale, è impossibile non pensare che questi soldi dovrebbero essere
utilizzati per investimenti utili per la città».
A questo proposito, quali sono le priorità per risollevare l`economia di Roma e del Lazio?
«Dobbiamo fare in modo che in grandi fattori della nostra economia - come l`edilizia, il turismo e soprattutto la ricerca scientifica e universitaria - diventino il traino
della ripresa».
Nel Lazio, però, c`è prima da risolvere il grave problema della sanità.
«Innanzitutto va ricordato che sulla sanità regionale pesa il buco da 10 miliardi lasciato da Storace, che è stato ulteriormente aggravato dalla Polverini».
Cosa si può fare, in ogni caso, per migliorare la situazione?
«Va razionalizzato l`utilizzo degli ospedali, che devono gestire le emergenze e i casi gravi. Per il resto
va potenziata una rete di ambulatori e cliniche di prossimità, come previsto nel programma di Zingaretti.
Quindi, i direttori generali non devono essere più scelti dalla politica, lasciando questi posti a manager e medici davvero capaci. Quindi la spesa: ci vuole la centrale
unica degli acquisti ma, soprattutto, deve essere obbligatorio mettere online le gare di tutte le aziende».



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