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Commissione 12 - Sanità - Interrogazioni
12 dicembre 2012

Sanità - interrogazione urgente

Biondelli: Governo scongiuri chiusura Ospedale Valdese di Torino

"L'Ospedale Valdese non deve chiudere. Il governo deve bloccare l'azione della Regione Piemonte che, al di fuori di ogni regolamento a valenza nazionale che definisca gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera, a tutt’oggi ancora in discussione in sede di Conferenza Stato-Regioni, sta portando alla chiusura di presidi ospedalieri fondamentali per la città di Torino e non solo".
Lo chiede la senatrice del Pd Franca Biondelli, in un'interrogazione urgente rivolta al ministro della Salute Balduzzi, firmata insieme alla senatrice Fiorenza Bassoli, capogruppo Pd in commissione Sanità del Senato.
"Contro tale decisione che interpreta in modo restrittivo il Decreto Balduzzi per la riduzione dei posti letto ospedalieri - ricorda la senatrice nel documento - c'è già una forte mobilitazione da parte di molte donne che nell'Ospedale Valdese, considerato per la senologia una delle migliori strutture piemontesi ed italiane, hanno trovato un'assistenza altamente qualificata e un accompagnamento valido per tutto il tempo della cura".
"E' fondamentale - continua la senatrice Pd - non abbandonare i pazienti di malattie così delicate come le patologie oncologiche, soprattutto, se fatto in nome di un risparmio cieco che non tiene conto della necessità di garantire a tutti il diritto alla salute così come stabilito dalla nostra Costituzione".
"Per questo - conclude la senatrice Biondelli nell'interrogazione - chiediamo che il ministro intervenga urgentemente nei confronti della Regione Piemonte per scongiurare la chiusura di questa fondamentale struttura ospedaliera, tenuto anche conto che, più volte sollecitata, la Regione stessa non ha mai incontrato i rappresentanti della Tavola Valdese".

Segue testo interrogazione
Premesso che
la bozza di regolamento recante “Definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera”, predisposto in attuazione dell’art. 15, comma 13, lett. c), del D.L. 6 luglio 2012, n° 95 e convertito con modificazioni nella Legge 7 agosto 2012, n° 135, prevede che le Regioni adottino provvedimenti di riduzione dei posti letto ospedalieri ad un livello non superiore a 3,7 posti letto per mille abitanti;
per effetto di tale provvedimento, qualora adottato nei termini proposti, in Piemonte diminuiranno i posti letto per la post acuzie e si vedranno aumentare quelli per acuti;
Preso atto che
il quotidiano “La Stampa – cronaca di Torino” del 27 novembre 2012, nel riportare i commenti al cd.: “Decreto Balduzzi”, citava la dichiarazione del Presidente della Giunta Regionale secondo il quale “applicare questo decreto significherebbe affondare il sistema sanitario, preannunciando – altresì – ricorsi giurisdizionali contro tale decreto;
tuttavia, nel medesimo articolo giornalistico, veniva annunciata – indipendentemente dall’applicazione del cd.: “Decreto Balduzzi” – la trasformazione di numerose strutture ospedaliere, tra le quali l’Ospedale Valdese di Torino;
proprio tale decisione regionale, presa al di fuori di quelli che saranno contenuti definitivi del cd.: “Decreto Balduzzi”, ha fatto scaturire la proposta di parte della popolazione, culminata con una clamorosa manifestazione pubblica di oltre 300 donne contro il ridimensionamento, previsto dal Piano Sanitario Regionale del Piemonte, dell’Ospedale Valdese di Torino che cancellerà, di fatto , la senologia, una delle migliori strutture piemontesi ed italiane;
Preso atto, altresì, che
sempre sul quotidiano “La Stampa – cronaca di Torino” del 25 novembre 2012 venivano riportate le dichiarazioni preoccupate di primari ed operatori dell’Ospedale Valdese di Torino secondo le quali “… dal 2 gennaio 2013 sarà vuoto al 70%, nonostante i 10 milioni di euro spesi per ristrutturarlo e con forti dubbi che le altre strutture siano in grado di riassorbire le 700 pazienti attualmente in carico…”, altre strutture che – di per se stesse – vertono in una situazione di grave criticità;
sotto tale ultimo aspetto, il 1° dicembre 2012, il medesimo quotidiano “La Stampa – cronaca di Torino” riportava la protesta degli infermieri delle Molinette, ospedale – quest’ultimo – che avrebbe dovuto prendere in carico proprio i pazienti oggi afferenti all’Ospedale Valdese, che lamentano una intollerabile situazione di sovraffollamento (a fronte di 36 posti letto di Medicina c’è una media giornaliera di ricoverati pari a 39-40 pazienti, con letti disposti lungo i corridoi) ed una cronica assenza di personale infermieristico;
emblematica, risulta poi la dichiarazione del Direttore Sanitario: “Se chiudono gli hospice, se si tagliano risorse per l’assistenza sul territorio, gli anziani vedono l’ospedale come un rifugio. Vengono qui anche quelli che potrebbero essere curati a casa o in strutture per lungodegenti”;
tutto quanto sopra premesso, si chiede al Sig. Ministro della Salute
quali azioni istituzionali intenda intraprendere nei confronti della Regione Piemonte circa la situazione dell’Ospedale Valdese, tenuto conto che, più volte sollecitata, la Regione stessa non ha mai incontrato i rappresentanti della Tavola Valdese;
quale sia il giudizio in ordine a provvedimenti di riorganizzazione e razionalizzazione che vengono assunti dalla Regione Piemonte al di fuori di ogni regolamento a valenza nazionale che definisca gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera, a tutt’oggi ancora in discussione in sede di Conferenza Stato-Regioni, salvo poi addossare le responsabilità di tagli indiscriminati alle scelte operate dal Governo.





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