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Commissione 06 - Finanze - Documenti generici
6 dicembre 2012

Dl sviluppo - sintesi dichiarazione di voto

Sangalli: Pd vota sì ma si sarebbe potuto fare di più

Pd conferma fiducia, sarebbe sbagliato dare a mercati segnale incoerente

"Il Partito democratico conferma e consolida la fiducia in questo governo e vota a favore del provvedimento, anche se si sarebbe potuto fare di più e meglio". Lo afferma il senatore del Pd Gian Carlo Sangalli dichiarando il voto favorevole del Pd al Dl sviluppo. E poi spiega: "Sarebbe incoerente votare contro, e sarebbe anche sbagliato dare ai mercati l'idea di un ripensamento su una strategia di risanamento e di crescita che il nostro Paese invece deve avere. In questo decreto e in quello sulle liberalizzazioni si individuano tracce importanti di politica industriale. Tuttavia si poteva fare di più e meglio, facendo prevalere una visione strategica piuttosto che una esclusivamente basata sui conti di natura ragionieristica".
"Su molte delle misure previste il Pd esprime un giudizio positivo. Quelle sull'azienda digitale, quelle dedicate alle start up, la modifica della riforma Fornero, l'allineamento di Bancoposta alla disciplina delle altre banche, il progredire sul piano delle liberalizzazioni nel campo delle assicurazioni. Vi sono poi emendamenti importanti: quello sulla Cassa depositi e prestiti; quelli sulla riforma delle banche popolari; quelle in materia disoftware nelle diverse modalità. Un punto centrale del provvedimento tuttavia poteva essere rappresentato dal credito d'imposta per la realizzazione di nuove infrastrutture ed è indispensabile che, già dalla legge di Stabilità, si ponga mano a questa vicenda così come è necessario farlo per l'estensione del credito d'imposta ai progetti per le reti di banda ultralarga predisposti da una apposita società di capitale e costituiti dalla Cassa depositi e prestiti. Bisogna inoltre recuperare il programma per la rete Interforze Tetra e il credito d'imposta per le opere di ingegno vendute on line".
Sangalli sostiene quindi che tra Parlamento e Governo vi sia stata "qualche divergenza comunicativa" sulla vicenda delle concessioni balneari. "C'è un problema di apertura del mercato e di contemperamento delle esigenze di queste nostre 30.000 imprese con il diritto comunitario e c'è un problema di responsabilità del Governo, che non può limitarsi a segnalare alla stampa il fatto che l'intervento potrebbe esporci al rischio di una sanzione europea. L'intervento, piuttosto, dovrebbe sanare questa situazione, con i tempi adeguati, aprendo il mercato, gli investimenti e favorendo la crescita. Questo - conclude il senatore del Pd - vale per gli aeroporti, per i porti e deve valere allo stesso modo anche per le concessioni balneari".





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