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Principale - Interrogazioni
11 ottobre 2012

Lazio - interrogazione

Zanda: Il rinvio delle elezioni produce un sicuro danno erariale

In un un'interrogazione al presidente del Consiglio Monti e al ministro dell'Interno Cancellieri sulla vicenda Lazio a firma del vice presidente del Gruppo del PD al Senato Luigi Zanda e sottoscritta anche dai colleghi Cosentino, Vita, Marinaro, Di Giovan Paolo e Ranucci, si chiede di sapere se il governo sia a conoscenza di eventuali iniziative della Procura della Corte dei conti del Lazio per accertare un danno all'erario derivante dal rinvio dello svolgimento del voto per l'elezione del Consiglio regionale oltre la data del 28 dicembre.
"Non deve stupire un'eventuale azione della procura della Corte dei Conti - spiega Zanda. - La Polverini sostiene che la questione dei costi derivanti dal rinvio del voto è il nodo centrale della vicenda Lazio. Le cose stanno esattamente al contrario. Il mancato scioglimento produrrebbe costi vivi elevatissimi, immobilizzando l'intera attività della Regione, comprese le iniziative per lo sviluppo delle attività economiche. Lo dimostra l'unanime richiesta di tutte le categorie per un immediato rinnovo del Consiglio. Il danno erariale - conclude il vice presidente del Gruppo del PD al Senato - sarebbe evidente, così come sarebbe chiara la responsabilità della Polverini".

Segue interrogazione
con richiesta di risposta urgente

Al Presidente del Consiglio dei ministri ed al Ministro dell'interno

Premesso che:

l'articolo 5, comma 1, della legge regionale del Lazio 13 gennaio 2005, n. 2 ("Disposizioni in materia di elezione del Presidente della regione e del Consiglio regionale e in materia di ineleggibilità e incompatibilità dei componenti della Giunta e del Consiglio regionale"), stabilisce che "Nei casi di scioglimento del Consiglio regionale, previsti dall'articolo 19, comma 4, dello Statuto, si procede all'indizione delle nuove elezioni del Consiglio e del Presidente della Regione entro tre mesi.";

l'articolo 19, comma 4, dello Statuto della Regione Lazio, richiamato dalla legge regionale n. 2 del 2005, indica due distinti casi di scioglimento del Consiglio:
a) a seguito di mozione di sfiducia (art. 43);
b) a seguito di dimissioni volontarie, rimozione, decadenza, impedimento permanente e morte del Presidente della Regione (art. 44);

sui tempi dell'effettivo scioglimento delle elezioni incide negativamente la mancata differenziazione, nella legge elettorale, della causa di scioglimento. Mentre è infatti possibile ipotizzare che, quando lo scioglimento avvenga per "sfiducia politica", il termine di tre mesi possa essere considerato quello perentorio per la mera ''indizione" delle elezioni, ciò non è possibile quando le cause incidono sulla persona del Presidente. In questo caso, vale il principio della
immediata ricostituzione delle Istituzioni regionali, principio che la stessa legge regionale si preoccupa di assicurare consentendo l'"effettuazione" delle elezioni addirittura "a decorrere dalla quarta domenica precedente il compimento del quinquennio" (articolo 5, comma 1, primo periodo);

considerata la mancanza, nella legge elettorale regionale, di questo punto distintivo, deve ritenersi ancora in vigore quanto previsto in materia dalla legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1 ("Disposizioni concernenti l'elezione diretta del Presidente della Giunta regionale e l'autonomia statutaria delle Regioni") che ha ben presente la radicale differenza di situazioni. Tale legge ha dunque previsto all'articolo 5, comma 2, lettera b), che in caso di sfiducia "entro tre mesi si procede all'indizione di nuove elezioni", mentre nelle cause citate, relative alla persona del Presidente, "si procede parimenti a nuove elezioni del Consiglio e del Presidente della Giunta". L'omissione, nel secondo caso, del termine "indizione" è più che significativa della diversità dei casi e dei diversi rimedi da adottare, secondo il legislatore costituzionale;

considerato che:

le misure adottate dal Governo al fine di razionalizzare la spesa pubblica e, da ultimo, il decreto-legge 10 ottobre 2012, n. 174 ("Disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali, nonché ulteriori disposizioni in favore delle zone terremotate nel maggio 2012") finalizzato a favorire la trasparenza e la riduzione dei costi degli apparati politici regionali, nell’obiettivo di assicurare negli enti territoriali una gestione amministrativa e contabile efficiente, trasparente e rispettosa della legalità, impongono un’immediata indizione delle elezioni nella Regione Lazio per far sì che organi regionali dotati di piena legittimità democratica possano adottare le misure conseguenti a porre un freno immediato a sprechi ed usi impropri delle finanze pubbliche a livello locale;

in particolare, dette misure, che in gran parte saranno attuabili nella Regione Lazio solo dopo le nuove elezioni regionali rendono necessario effettuare quanto prima le elezioni regionali nel Lazio per permettere il completamento del disegno riformatore del Governo;

a questo proposito il comma 3 dell'articolo 2 del suddetto decreto-legge sulla trasparenza e la riduzione dei costi degli apparati politici regionali stabilisce che le disposizioni relative al contenimento dei costi della politica nelle regioni si applicano anche "alle regioni nelle quali, alla data di entrata in vigore del presente decreto, il Presidente della regione abbia presentato le dimissioni ovvero si debbano svolgere le consultazioni elettorali entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.";

considerato inoltre che:

in occasione del question time svoltosi il 10 ottobre 2012 alla Camera dei deputati, il Ministro dell'interno, Cancellieri, in risposta all'interrogazione n. 3-02521 - presentata da 23 deputati del Gruppo del Partito Democratico - in merito alla necessità che "le elezioni del nuovo Consiglio della regione Lazio e del Presidente della Regione avvengano entro e non oltre il 28 dicembre 2012" ha affermato che "la sollecitazione sottende un'interpretazione della norma regionale, l'articolo 5 della legge regionale n. 2 del 2005, secondo la quale il termine di tre mesi ivi indicato con riferimento all'indizione delle elezioni sia, in realtà, da riferirsi allo svolgimento delle consultazioni elettorali.
Siffatta interpretazione potrebbe trovare conforto in una sentenza della Corte Costituzionale, la n. 196 del 2003, che ebbe ad esprimersi in tal senso per l'analogo caso della legge regionale dell'Abruzzo". Anche l'Avvocatura generale dello Stato, ha proseguito il Ministro, "nell'esprimere un parere tecnico al riguardo, ha dato evidenza all'esistenza di questo precedente giurisprudenziale. In effetti l'interpretazione si basa sull'osservazione secondo cui l'interesse pubblico generale richiede che non trascorra un lasso troppo lungo di tempo tra l'intervenuto scioglimento dell'assise regionale e il rinnovo delle cariche elettive.";

il Ministro ha inoltre auspicato "che una decisione così importante, come quella della data delle elezioni regionali in Lazio, possa maturare ed essere adottata dal Presidente regionale uscente, che ne ha la piena ed esclusiva competenza, nell'ambito di un sereno e pacato confronto, alieno da ogni forma di strumentalizzazione e che tenga conto di tutti gli interessi che caratterizzano la vicenda.";
rilevato che:

a seguito del decreto di scioglimento del Consiglio regionale del Lazio, firmato il 28 settembre 2012 dal Presidente del Consiglio regionale del Lazio, Mario Abbruzzese, il Consiglio regionale può esaminare solo atti dovuti, urgenti e indifferibili ed è tenuto a garantire l'ordinaria amministrazione fino al momento del voto;

la Presidente uscente, Polverini, ha dichiarato, in un'intervista rilasciata al quotidiano "Il Messaggero" il 6 ottobre scorso, l'impossibilità di andare a votare entro il mese di dicembre 2012 poiché "ci sono aspetti organizzativi ed economici da valutare" e che andare alle urne così presto "è complicato" perché "questa non è una piccola Regione in cui si può organizzare tutto tanto rapidamente";

in un'agenzia Adnkronos dell'8 ottobre 2012, si legge che secondo la Presidente Polverini "ci sono questioni burocratiche, amministrative ed economiche da approfondire''. (...) ''Andare alle urne costa 30 milioni e, se votassimo da soli, quei soldi li dovremmo tirare fuori noi: ma serve un bilancio tecnico visto che la copertura per questa spesa non c'e'''.»;

in base al bilancio annuale del Consiglio regionale del Lazio, le spese necessarie al mantenimento del solo organo legislativo sono pari a 350.000 euro al giorno, equivalenti a 10,5 milioni di euro al mese;

secondo quanto riportato dal "Corriere della sera" del 10 ottobre 2012, la spesa per il mantenimento del Consiglio regionale del Lazio sarebbe, dunque, pari a 54 milioni di euro se le elezioni si svolgessero il 21 aprile 2013;

se, come afferma la Presidente uscente lo svolgimento delle elezioni nella primavera del 2013 comporterebbe un risparmio per la Regione Lazio di 30 milioni di euro, il costo per il mantenimento per vari mesi di un Consiglio ormai inattivo sarebbe pari ad almeno doppio;

fermo restando che la disciplina della eventuale prorogatio degli organi elettivi regionali dopo la loro scadenza o scioglimento o dimissioni e degli eventuali limiti dell’attività degli organi prorogati, è di competenza dello statuto della Regione, il mancato svolgimento delle elezioni entro il mese di dicembre prolungherebbe irragionevolmente una situazione patologica e di carenza costituzionale come quella derivante dallo scioglimento del Consiglio, mentre sarebbe necessario ripristinare al più presto non solo "l'interesse pubblico generale" (come ha dichiarato il Ministro Cancellieri) e la legittima rappresentatività degli organi regionali, ma anche il regolare e pieno funzionamento degli stessi al fine di evitare eventuali danno all'erario;

ai costi di una Giunta e di un Consiglio che restano in carica nonostante non abbiano di fatto alcun compito da svolgere ed all'inutile prolungamento dell'ordinaria amministrazione in una Regione come il Lazio vanno poi aggiunti i ben più pesanti oneri economici derivanti da un prolungato blocco di ogni iniziativa e decisione ragionevole persino nei delicatissimi settori che attengono alle attività economico sociali, tanto da far ritenere che nel caso di rinvio del voto oltre la data del 28 dicembre prossimo il "lucro cessante" sarebbe ben maggiore del pur gravissimo "danno emergente";
si chiede di sapere:
se il Governo sia a conoscenza di un'iniziativa della Procura della Corte dei conti della Regione Lazio volta ad accertare l'esistenza e l'entità di un danno all'erario derivante dal rinvio dello svolgimento del voto per l'elezione del Consiglio regionale del Lazio oltre la data del 28 dicembre prossimo e le eventuali responsabilità nei confronti dell'erario di tutti i soggetti coinvolti.


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