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15 dicembre 2011

Bufalini - sintesi intervento convegno

Finocchiaro: Da lui una lezione per l'oggi

Paolo Bufalini e la costruzione dell'Italia democratica

"Paolo Bufalini rappresenta nella storia culturale e politica italiana una figura centrale e nello stesso tempo atipica.
Fu definito in molti modi: riformista, migliorista, precursore della nuova sinistra moderna, anticipatore del dialogo con il mondo cattolico, padre della terza via e tanto altro ancora.
Sarebbe arduo cercare di irrigidire una personalità complessa come quella di Bufalini in schemi precostituiti e "ismi" spesso vuoti di contenuti.
Probabilmente fu tutto questo, ma soprattutto, come lui stesso scrisse, fu un lettore di Croce, a cui attribuiva il merito di avergli dato una formazione laica e liberale dell'Italia.
Attraverso la profonda lettura di Croce scoprì Labriola e Marx e divenne un comunista italiano. Lo divenne affrontando un preciso percorso intellettuale e culturale che, come molti dirigenti a lui contemporanei, diede sostanza alla militanza antifascista della sua epoca.
Labriola, più di altri, ebbe un'influenza fondamentale nella sua formazione politica.
Da lui ereditò quella particolare interpretazione del materialismo storico che trasformava l'idealismo hegeliano nella convinzione che la realtà non fosse quella rigida schematizzazione dominata da una autosufficienza finalistica della Storia, ma piuttosto un insieme relazioni complesse che costituiscono i processi storici, non composti da verità assolute ma da fatti interpretabili.
Questo fondamento teorico spiega proprio la atipicità di Bufalini in quanto sostenitore di una prassi politica mai rigida e pronta ad abbandonare le proprie convinzioni ove l'esperienza insegni una differente realtà. Un obbligo morale e politico a trovare una soluzione, quindi in contrapposizione totale con ogni tentativo di forzatura e di rottura.
Altro tema cardine della politica di Bufalini fu il contributo suo personale e il sostegno assoluto a Berlinguer nell'elaborazione del Compromesso storico.
Partendo dalle considerazioni togliattiane sulla fragilità della democrazia italiana, insieme a Berlinguer progettò fin dal 1974 l’incontro tra cattolici, laici e comunisti che avrebbe dovuto essere la condizione per l’inizio di un periodo di ripresa e di sviluppo della democrazia italiana basato su di un compromesso di portata storica.
Il Compromesso storico avrebbe avuto come principale interlocutore il mondo cattolico.
Comunisti e cattolici dunque, cioè le due maggiori matrici culturali del paese che insieme, in un patto di lealtà assoluta nei confronti della Costituzione, si impegnavano a far crescere l'Italia.
Che lezione di politica e di cultura è oggi quel tentativo! E che lezione a noi che oggi ci impegniamo nella costruzione di una grande forza riformista e di centrosinistra!
Il dialogo ed il rapporto con i cattolici non era soltanto di carattere strategico, ma aveva anche una comunanza di caratteri di base, per questo motivo Bufalini in quegli anni assunse un ruolo strategico che lo vide protagonista di numerose ambasciate in Vaticano.
Il fallimento del compromesso storico, con la tragica sorte dell'altro grande protagonista che fu Aldo Moro, segnò anche il declino politico di Bufalini.
Bufalini fu anche un fine cultore delle discipline classiche.
Grande latinista tradusse la sua passione vera: Orazio.
Chissà se non fu proprio Orazio, maestro di tolleranza, a portare Bufalini in quella visione dialettica della storia e della ragion di stato che caratterizzò tutta la sua vita.
"Dum loquimur, fugerit invida aetas" ("Mentre parliamo, il tempo invidioso sarà già passato")".


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storia politica  
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