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Commissione 04 - Difesa - Documenti generici
7 dicembre 2011

Difesa - lettera al ministro della Difesa

Scanu a Di Paola: Risolvere vicenda alloggi a militari

"Egregio Ministro, ritengo utile aprire un’interlocuzione al fine di affrontare insieme la questione inerente agli alloggi di servizi , nella convinzione che sia possibile individuare una soluzione in grado di corrispondere sia alle esigenze dell’amministrazione che a quelle del personale in servizio o in congedo". Lo scrive il senatore Gian Piero Scanu, capogruppo PD in commissione Difesa, al ministro della Difesa, amm. Di Paola, per quanto riguarda le norme sugli alloggi ai militari.
"Il Governo Prodi - spiega Scanu - ha approvato una specifica normativa per il rinnovamento e la valorizzazione, anche con il concorso di capitali privati, del patrimonio abitativo esistente. A quasi quattro anni dall’entrata in vigore di quelle norme, si deve constatare che il programma per le esigenze abitative della difesa, stimate in 50-60 mila alloggi, è sostanzialmente rimasto sulla carta, mentre i regolamenti attuativi della legge n°244/2007 hanno avuto un iter faticoso, tutt’altro che concluso e hanno, tra l’altro, generato un vasto contenzioso con un numero considerevole di inquilini".
"L’applicazione di un canone di mercato agli inquilini con reddito medio-alto, introdotta con decreto ministeriale - scrive ancora il senatore PD - ha determinato una situazione paradossale: sulla base di criteri discutibili, si è andati addirittura oltre i valori di mercato, richiedendo canoni in alcuni casi superiori allo stipendio del conduttore. In sintesi, sono convinto che sia necessario cambiare strada, valutando la possibilità di dare impulso ai progetti di acquisizione di nuove unità abitative, a partire dalle offerte che sono già state presentate all’amministrazione da soggetti pubblici e privati e, contestualmente, risolvere il contenzioso sui canoni adottando una soluzione equa, rigorosa e applicabile a tutti; mi riferisco alla possibilità di applicare un canone che non sia in nessun caso inferiore all’equo canone o superiore al 20 per cento del reddito lordo familiare del conduttore".
"Tale ipotesi è già stata formalizzata in emendamenti presentati da diverse forze politiche alla legge di stabilità, il cui iter al Senato non ne ha consentito la discussione; nella situazione politica molto diversa di oggi, - conclude Scanu -Le sarei grato se potesse esprimermi in merito una Sua valutazione".


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