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17 novembre 2011

Monti - sintesi intervento in aula

Zanda: Dovrà fare conti anche con declino dello Stato

Per il Parlamento pochi e chiari obiettivi per disincagliare Italia

"Il più grave handicap con cui il governo Monti dovrà fare i conti nell'impostare e portare a termine l'opera di risanamento, è il declino dello Stato. Negli ultimi lustri il nostro Paese è stato condotto, con comportamenti e atti politici di cui dirà la storia, lungo la strada del declino delle istituzioni pubbliche. Risanare e rinnovare le istituzioni, restituire loro autorevolezza, efficienza ed equidistanza dagli interessi di parte. Questo è oggi il terreno su cui verrà misurata la capacità di iniziativa diretta del Parlamento". Lo afferma il vicepresidente dei senatori del Pd Luigi Zanda nel corso del suo intervento al dibattito di fiducia al Senato della Repubblica. E continua: "La crisi del nostro Stato è crisi dello Stato istituzione e dello Stato ordinamento. Crisi persino della legislazione visto che non riusciamo più neanche a scrivere buone leggi. Ha ragione, quindi, Cassese quando segnala che su queste questioni capitali l'Italia ha bisogno non di "meno" Stato, ma di "più" Stato. È in questo quadro che il Parlamento è chiamato a recuperare non solo il tempo perduto, ma ancor prima il suo ruolo e la sua funzione con un serrato programma di lavoro e pochi, chiari obiettivi. Cambiare la legge elettorale e restituire agli elettori il diritto di scegliere i parlamentari. Alcune essenziali modifiche alla struttura dei diversi livelli istituzionali dello Stato: fine del bicameralismo perfetto, riduzione dei livelli di governo territoriale, modifiche dei Regolamenti di Camera e Senato, riduzione del numero dei parlamentari, rafforzamento dei poteri e delle funzioni delle autorità indipendenti quale condizione necessaria per il regolare funzionamento del mercato e premessa per lo sviluppo. Riforma dell'art. 81 della Costituzione secondo il profilo di rigore già impresso dai Padri costituenti".
"Nel tempo che ci separa dalla fine della legislatura, il Parlamento italiano ha il dovere di assumersi le sue responsabilità e contribuire, per la sua parte, a tirar fuori l'Italia dalle secche in cui si è incagliata. Il nostro voto di fiducia, quindi, avrebbe un ridotto valore se non fosse accompagnato da un impegno solenne ad onorare il debito di riforme che noi, come Senatori, abbiamo verso il Paese".





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governo monti  
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