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Commissione 13 - Ambiente - Speciali
1 febbraio 2010

ambiente e protezione civile

Nasce il "buco nero" di Protezione Spa

Un decreto che fa molti danni

Il decreto-legge introduce importanti novità non solo in relazione alle emergenze esplicitamente richiamate nel dispositivo ma anche in riferimento ad altri ambiti, assumendo, pertanto, un carattere prevalentemente ordinamentale.
Per quanto concerne le tre situazioni emergenziali di interesse nazionale affrontate nel decreto, si osserva innanzitutto che con tale provvedimento il Governo sancisce "la fine" dell’emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania e il ritorno alla gestione ordinaria da parte delle articolazioni territoriali del servizio di gestione integrata del ciclo dei rifiuti in tale regione.
In riferimento alla fase post emergenziale nel territorio della regione Abruzzo, con il decreto-legge viene avviata la gestione ordinaria e definito l'assetto di competenze degli enti coinvolti a decorrere dalla data del 1 gennaio 2010.
Il decreto-legge, inoltre, contiene disposizioni relative alla nomina di commissari straordinari delegati per l'attuazione di interventi urgenti nelle situazioni a più elevato rischio idrogeologico, nonché l'organizzazione del Ministero dell' ambiente e della tutela del territorio e del mare.
Nel merito, l'articolo 1 del decreto stabilisce che a decorrere dalla data del 1 febbraio 2010 e per l'intera durata dello stato di emergenza , le funzioni di Commissario delegato, già affidate con decreto del 6 aprile 2009 al Sottosegretario e Capo della Protezione civile, sono trasferite al Presidente della regione Abruzzo. Tuttavia, in capo al Dipartimento della protezione civile permane la competenza per il completamento delle attività per la ricostruzione delle abitazioni per la popolazione danneggiata, ossia il completamento del progetto C.A.S.E., dei moduli abitativi provvisori (MAP) e scolastici (MUSP).
Gli articoli da 2 a 12 recano disposizioni in ordine alla gestione del ciclo dei rifiuti in Campania introducendo, in tal modo, esclusivamente per tale regione, un modello completamente nuovo. Innanzitutto, va rilevato che il provvedimento in esame, disponendo il ritorno alla gestione ordinaria del ciclo dei rifiuti Campania, decreta in sostanza la cessazione dello stato di emergenza che il decreto-legge 23 maggio 2008, convertito con modificazioni dalla legge 14 luglio 2008, n. 123, aveva fissato alla data del 31 dicembre 2009.
In particolare, si dispone il subentro della regione Campania, ed in particolare delle relative province, nelle attività finora svolte dalle strutture di amministrazione straordinaria. Infatti, ogni funzione e compito del servizio di gestione integrata dei rifiuti vengono attribuiti alle province competenti, o meglio ai presidenti di queste.
Un'importante novità introdotta dal decreto-legge in esame è rappresentata dall'istituzione, all'articolo 2, di due nuove strutture: l'Unità stralcio e l'Unità operativa. A tali Unità sono affidati compiti connessi al ciclo di gestione dei rifiuti in termini di affiancamento rispetto alle strutture già esistenti. Le Unità, coordinate dal Comandante del comando logistico Sud, conservano l'attuale sede del Comando di Napoli, e cessano alla data del 31 gennaio 2011, termine che può essere prorogato per non più di sei mesi, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.
L'articolo 3 definisce i compiti affidati all'Unità stralcio, che, in particolare, definisce le situazioni creditorie e debitorie della gestione dell'emergenza da parte delle strutture commissariali e della struttura del Sottosegretario all'emergenza rifiuti.
L'articolo 4 affida all'Unità operativa il compito di provvedere alle questione amministrative legate agli impianti, come l'esecuzione del contratto di affidamento del termovalorizzatore di Acerra e delle questioni ad esso relative nonché alla determinazione dei costi di conferimento dei rifiuti.
L'articolo 5 prevede l'impiego delle Forze Armate, nel limite di 250 unità, per la salvaguardia e la tutela delle aree e dei siti di interesse strategico nazionale come supporto agli enti locali.
Ai fini del trasferimento di proprietà dell'impianto di termovalorizzazione di Acerra, l'articolo 6 affida all'ENEA il compito di determinare il valore dello stesso impianto in base ai criteri stabiliti dallo stesso ente nell'anno 2007, entro 30 giorni dalla entrata in vigore del decreto-legge in esame. L'importo valutato dal suddetto ente sarà riconosciuto al soggetto concessionario del servizio di smaltimento dei rifiuti, proprietario dell'impianto.
Il trasferimento di proprietà dell'impianto di termovalorizzazione di Acerra è disciplinato dall'articolo 7 che individua nella data del 31 dicembre 2011 il termine entro cui la proprietà del suddetto impianto viene trasferita alla regione Campania, o ad altro soggetto pubblico (Dipartimento della Protezione Civile) o privato. Nelle more del trasferimento di proprietà, a decorrere dal data del 1 gennaio 2010, la piena disponibilità dell'impianto, nonché l'utilizzazione e il godimento dello stesso, sono mantenute dal Dipartimento della Protezione Civile.
L'articolo 8 disciplina le procedure di collaudo e funzionamento del suddetto termovalorizzatore.
Per garantire il mantenimento delle condizioni di sicurezza degli impianti di selezione e trattamento dei rifiuti previste dal decreto-legge n.90 del 2008, all'articolo 9 è prevista la prosecuzione del presidio antincendio e di sicurezza da parte del Corpo nazionale di vigili del fuoco. Al medesimo articolo, inoltre, si prevede il subentro di ASIA Spa, società in house del comune di Napoli, nella gestione degli impianti di selezione e trattamento ubicati in Giugliano e Tufino.
L'articolo 10 prevede che l'evacuazione e le successive fasi di gestione dei rifiuti che si trovano nelle aree di deposito e di stoccaggio temporaneo del territorio campano sono eseguiti in attesa di trattamento e recupero. Lo stesso articolo dispone, inoltre, che gli impianti di discarica realizzati o da realizzare nel corso della gestione emergenziale di somma urgenza sono collaudati alla data del 31 dicembre 2010 dalla struttura del Dipartimento competente per le fasi di realizzazione finora compiute. Il comma 6 del medesimo articolo reca disposizioni relative al termovolarizzatore nella provincia di Salerno.
L'articolo 11 introduce novità importanti in materia di gestione integrata dei rifiuti attribuendo ai Presidenti della regione Campania funzioni e compiti finora svolti dai comuni. Si osserva che con tale disposizione il Governo abroga i poteri ordinatori dei sindaci in materia di gestione integrata e di fatto elimina la capacità impositiva degli stessi comuni. Tale trasferimento di poteri dai comuni ai presidenti delle province campane avviene per effetto di una deroga (comma 1)alla legislazione vigente in materia ovvero agli articoli 42, 48 e 50 del TU delle legge sull'ordinamento delle autonomie locali di cui al d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267 in cui si prevede l'affidamento agli organi del Comune il potere di intervenire sia per la gestione ordinaria del servizio sia per gli eventi straordinari verificatisi nel proprio territorio. Fra le novità introdotte dall'articolo in esame si rileva l'istituzione di società provinciali attraverso le quali viene gestito l'intero ciclo dei rifiuti. In particolare, spetta a quest'ultime:
1) programmare il servizio di gestione integrale dei rifiuti (comma 1);
2) subentrare ai contratti in corso con soggetti privati che svolgono la raccolta , il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti (comma 2);
3) diventare soggetti esattori della TARSU e della TIA sostituendosi alle società che attualmente svolgono tale servizio (comma 3);
4) gestire i siti inerenti il ciclo dei rifiuti (comma 6 e 7);
5) gestire il personale proveniente dagli impianti di Santa Maria Capua Vetere, Battipaglia, Casalduni e Pianodardine.
Si osserva che nulla è detto riguardo al personale che opera nel settore, nei consorzi o nelle società incaricate del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti.
L'articolo 12 autorizza la conclusione tra le parti di transazioni prevedenti l'abbattimento degli oneri accessori dei crediti vantati nei confronti dei comuni campani e le modalità di riscossione di quelli vantati dalla struttura del Sottosegretariato per i quali provvede il Ministero dell'interno mediante riduzione dei trasferimenti erariali.
L'articolo 13 reca disposizioni relative al personale dei consorzi delle province campane autorizzando gli stessi a all'assunzione a tempo indeterminato del personale necessario alla copertura dei posti della propria dotazione organica.
L'articolo 14 autorizza il Dipartimento della Protezione Civile ad avviare procedure straordinarie di reclutamento del personale a tempo determinato e a tempo indeterminato.
L'articolo 15 prevede che fino alla 31 dicembre 2010, un Sottosegretario di Stato è preposto presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri al coordinamento degli interventi di prevenzione in abito europeo ed internazionale per gli eventi di interesse della protezione civile. L'incarico può essere ricoperto anche in deroga a quanto prevede la normativa in vigore circa il mantenimento dell'incarico di capo di Dipartimento della protezione civile.
L'articolo 16 prevede l'istituzione di una società in house "Protezione Civile Spa", a totale partecipazione pubblica, per lo svolgimento di funzioni ordinarie di carattere strumentale afferenti al Dipartimento di Protezione Civile. Le azioni della Società sono interamente sottoscritte dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri che esercita i diritti dell'azionista. La Società può assumere partecipazioni, detenere immobili ed esercitare ogni attività strumentale connessa o accessoria ai suoi compiti istituzionali, nel rispetto della normativa nazionale e comunitaria sulle società a capitale interamente pubblico.
L'articolo 17 reca disposizioni relative ad interventi finalizzati alla salvaguardia della sicurezza delle strutture nonché del patrimonio ambientale e culturale nelle situazioni a più elevato rischio idrogeologico. A tal fine al comma 1 si prevede la possibilità di nominare commissari straordinari delegati con il compito di attuare gli interventi e provvedere alle opportune azioni di indirizzo e supporto promuovendo le intese tra i soggetti pubblici e privati interessati. Il coordinamento della programmazione e realizzazione degli interventi e la verifica sono curate dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.


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